Su Draghi

Ricordo che giustamente riferì al Parlamento che questo fosse il tempo di dare, non di togliere. Dare – immagino – a chi aveva ricevuto di meno. Riequilibrare ciò che non era più in asse. Domando: alle parole sono seguiti i fatti? [] Non significa nulla dire: diamo di più, se poi quel di più non va a chi dovrebbe andare. Non significa nulla gloriarsi della crescita se poi la crescita gonfia le tasche di chi già ha.[] La crisi sanitaria ha fatto crescere le diseguaglianze. Ma a questa premessa non è corrisposta la determinazione a raddoppiare gli sforzi per affrontarle. Chi teorizza o aderisce all’idea salvifica della flessibilità nei rapporti di lavoro come balsamo per l’economia di mercato, aderisce all’idea di rendere stabile la precarizzazione. Flessibile per me significa precario. E precario significa povero.

Jean-Paul Fitoussi, Il Fatto Quotidiano, 20/12/2021

 

Evasione fiscale

Ma Che cosa c’è dentro il buco nero dell’evasione fiscale? Al fondo c’è lo Stato che emigra dai suoi doveri, rinuncia ad adempiere ai suoi obblighi, rendere equa e solidale la partecipazione dei cittadini alla vita pubblica, ai servizi pubblici, alle necessità comuni. L’assenza è purtroppo figlia di una precisa scelta politica, perché è certo che la tecnologia rende ormai completamente tracciabili le attività economiche di ciascuno e conseguentemente tracciati i patrimoni. Non c’è dunque difficoltà nella ricerca e nell’identificazione di chi froda. Lo Stato si astiene, lascia che solo alcuni paghino e tanti invece no, perché sceglie di non dare dignità alla giustizia fiscale. È lo Stato e chi lo rappresenta a rinunciare al dovere di chiedere. È il Parlamento che promuove sistematicamente campagne per il condono delle cartelle esattoriale, il rinvio sine die di pagamenti dovuti. La burocrazia inefficiente, l’amministrazione poco trasparente quando non collusa, i servizi scadenti quando proprio assenti, sono insieme causa ed effetto di chi sceglie di violare le norme convinto dell’impunità. L’impunità che regala lo Stato agli evasori ha la radice nella opinione prevalente della rappresentanza politica, a sua volta espressione di una società che non crede nel principio dell’equità. Che sente nemico lo Stato.

Antonello Caporale, Il Fatto Quotidiano, 20/12/2021

 

Discussioni con i NoVax

Non discutere mai con un idiota: la gente potrebbe non notare la differenza

Arthur Bloch

Il solo idiota più grande della persona che sa tutto, è quello che discute con lui

Stanislaw Jerzy Lec

Avete un immenso difetto che vi sbarrerà tutte le porte: non potete discutere più di due minuti con un imbecille senza fargli capire che è un imbecille

Emile Zola

 

Saper fare o saper studiare?

Non chiede, il ministro [Cingolani], più cultura scientifica, ma tecnica, vale a dire non la formazione di persone – o, se si vuole, cittadini – attraverso saperi e competenze, ma capitale umano di medio-alto livello pronto per la produzione.  [] Ora la domanda: è la scuola a dover rincorrere i mutevoli bisogni della struttura industriale del Paese o, per caso, non tocca alle imprese formare il personale alle sue specifiche esigenze e poi tenerselo stretto, magari pagandolo il giusto?

Marco Palombi, Il Fatto Quotidiano, 27/11/2021

La Scuola e l’Università devono (continuare a ) insegnare a studiare e a comprendere, non a preparare per il mondo del lavoro. Una persona che sa studiare e comprendere impara subito il lavoro che deve fare e quando questo cambierà si adeguerà facilmente con altro studio, una persona che impara solo il lavoro, quando questo inevitabilmente cambierà sarà solo un ingranaggio inutilizzabile.

 

Vaccini e debolezza politica

“La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività” (articolo 32 della Costituzione, primo comma). È al contempo paradossale e inammissibile che un governo di (quasi) unità nazionale non riesca a presentare e far approvare in Parlamento una legge che la grande maggioranza degli italiani reclama: l’obbligo di vaccinazione anti-Covid, gratuita, per tutti i cittadini. Questo entrerà in vigore per decreto dal 15 dicembre solo per alcune categorie, come i medici, gli infermieri, gli insegnanti, i militari e le forze di polizia. Ma l’obbligatorietà esiste già, erga omnes, per altre dieci malattie: la poliomielite, la difterite, il tetano, l’epatite B, la pertosse, la meningite, il morbillo, la rosolia, la parotite e la varicella. Ciò dimostra, a ben vedere, l’intrinseca debolezza di questo maxi-esecutivo, la sua eterogeneità e la sua precarietà politica. [] Esiste un limite invalicabile al rifiuto e alla protesta [del popolo no-vax]: il ricorso alla violenza o alla sedizione. Ed è fondato sul principio di maggioranza che, nel nostro caso, è una larga o larghissima maggioranza: per cui non solo la libertà individuale finisce dove comincia quella altrui, ma la libertà di non fare la vaccinazione confligge con l’interesse collettivo alla tutela della salute e minaccia di comprometterla.

Giovanni Valentini, Il Fatto Quotidiano, 27/11/2021

 

 

 

Crescita infinita?

L’articolo più attuale della nostra Costituzione è il 41: “L’iniziativa economica privata è libera. Non può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana”. Sancisce due principi: la libertà del singolo è tutelata, fino a quando non lede i diritti sociali e umani. Ma i fatti ci dicono che la realtà, e sicuramente la percezione che ne abbiamo, va da un’altra parte.[] I sacerdoti della finanza (ne abbiamo uno a capo del governo), che sostengono in modo fideistico il concetto di crescita senza limiti, non possono o non riescono a capire che in biologia l’unica situazione di “crescita senza limiti” è il cancro: cresce fino ad ammazzare l’ospite. Guarda caso è proprio ciò che sta succedendo. Il modello di sviluppo turbo-capitalista, puntando sulla crescita infinita, sta ammazzando il pianeta e, con esso, larga parte di quanto sul pianeta si è evoluto in milioni di anni. Quello che si percepisce è l’aumento delle disuguaglianze.

Riccardo Falcetta, Il Fatto Quotidiano, 25/11/2011

 

S-Fascismo

Il rischio di un ritorno del fascismo è concreto. Non alludo certo al fascismo con fez e camicia nera[]. Penso a qualcosa di più subdolo: lo sdoganamento della violenza, la sospensione della condanna del fascismo e l’equiparazione acritica tra “destra” e “sinistra”, volta non certo a cercare giustizia storica quanto a elemosinare un’assoluzione posticcia dell’estrema destra. Viviamo nel regno dell’ignoranza e del benaltrismo[]. Molti parlano di fascismo senza saperne nulla []. L’asticella della memoria storica si abbassa (ulteriormente!) e con lei quelle della coscienza civile e del livello minimo di indignazione. Tutto ciò che fino a ieri pareva inaccettabile diviene di colpo tollerabile: un saluto romano, un insulto razzista, una rivalutazione postuma di un macellaio della Decima Mas. Sono tempi cupi.

Andrea Scanzi, Sfascistoni, 18/11/2021

 

Noi europei siamo tanto diversi dai talebani?

Facciamo finta di essere afghani fuggiti dal proprio disperato Paese, felici di non sentirsi più stretti nella morsa di un regime sanguinario, di essere persone semplici che non sopportavano più la convivenza con i colpi dei kalashnikov e con le lame dei tagliagola.[]  siamo ora finiti in una terra di nessuno, al confine di due opposte e speculari inospitalità, facili prede della violenza di due opposte e speculari polizie, storditi e confusi in questa altalena dei respingimenti, incapaci di comprendere quale sia il gioco di cui siamo prigionieri. Qui, depredati e violati nella nostra dignità, morti di freddo e di fame, feriti dalle scosse dei loro taser, cacciati dalla Bielorussia alla Polonia e poi dalla Polonia alla Bielorussia, senza poter più tornare indietro e senza poter andare più avanti. La domanda è: ma qui, per noi fuggiaschi, per noi poveri cristi, l’Europa civile, quella cristiana e illuminista, quella sociale e democratica, è davvero così diversa dalla terra dei talebani?

Niki Vendola, Huffinghton Post, 17/11/2021

 

Povertà

I principali ostacoli all’eliminazione della povertà stanno in un sistema economico che è dedicato al mantenimento e all’incremento della ricchezza fra coloro che già sono ricchi

Maurizio Burattini, citando il sociologo JH.J.Gans, su Il Fatto quotidiano, 07/11/2021

Appare evidente che in un sistema economico concepito come l’attuale i divari fra poveri e ricchi continueranno a crescere e che quindi qualche cambiamento strutturale proprio del “modello” è invitabile se si vuole diminuire/eliminare la povertà

 

Armi e Guerra

E' nostra responsabilità [..] aiutare a estirpare dai cuori l'odio e condannare ogni forma di violenza. Con parole chiare incoraggiamo a questo: a deporre le  armi, a ridurre le spese militari per provvedere ai bisogni umanitari, a convertire gli strumenti di morte in strumenti di vita. [..] Meno armi e più cibo, meno ipocrisia e più trasparenza,  più vaccini distribuiti equamente e meno fucili venduti  sprovvedutamente.

Papa Francesco, 07/10/2021

 

Per chi si professa cattolico (e anche per gli altri)

Accogliere, proteggere, promuovere, integrare.

Papa Francesco, 31/10/2021

Solo ascoltando il grido degli ultimi si potrà costruire un mondo più solidale e giusto per tutti

Presidenza CEI, 31/10/2021

 

B. al Quirinale

Se [..] l’arroganza dell’oligarchia al comando arrivasse al punto di imporre Berlusconi come Capo dello Stato, questo seppellirebbe definitivamente ogni patto possibile tra i cittadini e le Istituzioni della Repubblica, già gravemente screditate.

Benedetto Tilia, Il Fatto quotidiano, 01/11/2021

 

“Menomale che Silvio c’è”

Era il tempo in cui il nostro Paese scendeva rapidamente la scaletta dei Paesi secondari e, dai ranghi della serie B del mondo, il capo poteva anche permettersi (e vantare) “pranzetti eleganti” con le ragazze che poi, a pagamento, in tribunale dovevano ritrattare se volevano sposarsi con buoni regali. Ma per molti italiani quel grido resta ed è importante. Perché ci dice che quei tempi li abbiamo vissuti davvero. E ci serve per declamare adesso: menomale che Berlusconi è li, in mezzo alla scena, un po’ stordito, circondato dalle giuste persone, per indurci a ricordare e a ripetere che ci serve come unità di misura. Rappresenta in modo chiaro e drammatico chi non deve governare, chi non deve avvicinarsi alle istituzioni. Soprattutto a quella più alta.

Furio Colombo, Il Fatto quotidiano, 31/10/2021

 

La condivisione e l’equità

Occorre introdurre “un reddito minino o salario universale, affinché ogni persona possa accedere ai beni più elementari” ed “è compito dei governi stabilire schemi fiscali e redistributivi affinché la ricchezza sia condivisa con equità”. Occorre poi “lavorare meno affinché più gente abbia accesso al mercato del lavoro”.

Papa Francesco, 16/10/2021

 

La sopravvivenza del fascismo

Vi è ancora un punto in cui lo spirito della Costituzione è stato continuamente violato: la sopravvivenza del fascismo. L’attuazione della Costituzione passa anche per la fine della incredibile tolleranza, di cui abbiamo ogni giorno inconfutabili prove, per i fascisti e i loro alleati.

Norberto Bobbio, discorso per celebrare il 2 giugno del 1976

La cito di fronte alla inaccettabile devastazione della sede CGIL da parte dei neofascisti di Forza Nuova del 09/10/2021

 

Pil e cambiamenti climatici

Il Pil dei singoli paesi sta alla base delle decisioni politiche e la missione dei governi sembra essere quella di aumentarlo il più possibile. Obiettivo che però è in profondo contrasto con l'arresto del riscaldamento climatico

Giorgio Parisi, premio Nobel per la fisica 2021, discorso alle Camere, 08/10/2021

 

Le quote rosa

Siamo nella condizione di dire basta alle quote rosa, a questa formula che invece di liberare le donne statuisce, oltre ogni intenzione, una condizione di statica indispensabilità. Essere indispensabili per forza di legge è la negazione della forza e del potere della condizione femminile oggi in Italia. Sono divenute, per paradosso, una minorazione delle capacità femminili. Siamo così forti che non abbiamo bisogno di tutor e magari pure maschi.

Eva Cantarella, Il Fatto quotidiano, 13/09/2021                   

 

Su Draghi

Draghi è molto debole: sembra così forte, così risolutivo ma in realtà si comporta come il presidente del Consiglio di un governo di coalizione della Prima Repubblica quando gli esecutivi Dc dovevano sempre trattare con le componenti interne per arrivare a soluzioni mediocri.[..] Pensiamo: “I partiti litigano ma tanto decide Draghi e noi siamo in buone mani”. Ma non è così. Draghi governa sopra i partiti fino a quando questi lo sostengono: possono farlo cadere quando vogliono. Parlare di “semipresidenzialismo di fatto” è un segno di grande debolezza perché è come se si stesse cercando una stabilità da un personaggio autorevole. Ma in quanto “di fatto” può finire in pochi minuti.

Nadia Urbinati, Il Fatto quotidiano, 11/09/2021

 

I Referendum sulla giustizia

I quesiti referendari sulla Giustizia appoggiati dalla Lega? A me colpisce che pensino che i cittadini siano dei cretini. La Lega per anni ha fatto una campagna politica su un problema di sicurezza che in Italia non esiste, ha sfinito gli italiani con la legittima difesa. Invece se vincesse il referendum accadrà che se uno viene a casa vostra e vi svaligia casa, dopo aver convalidato l’arresto il giudice dovrà rilasciarlo.

Pier Camillo Davigo, Il Fatto quotidiano, 07/11/2021

 

I valori europei

È sconcertante quel che si registra qua e là nell’Unione europea: grande solidarietà nei confronti degli afghani, che perdono libertà e diritti, ma che rimangano lì, non vengano qui, perché se venissero non li accoglieremmo. Questo non è all’altezza del ruolo storico, dei valori dell’Europa e della sua unione

Sergio Matterella, Ventotene, 29/08/2021

 

Il pensiero ”mainstream”

Le riviste americane detengono un potere accademico enorme, che determina le gerarchie della ricerca…c’è l’Anvur, l’agenzia di valutazione del ministero, che discrimina le riviste di orientamento critico…

Alessandro Bonetti, Il Fatto Quotidiano, 23 agosto 2021

Qui si parla di “economia”, ma ho sperimentato di persona anche in altri settori quanto il pensiero “mainstream” sia ampiamente il più premiato. E’ un cane che si mangia la coda:

1.     Molte riviste quotate pubblicano principalmente articoli che riguardano argomenti “mainstream”, quindi non le ricerche su altri settori o con altre visioni giudicati chissà perché minori o meno innovativi

2.     Queste riviste quindi assumono più potere e classificazioni più alte perché si pubblica su queste, compreso il giudizio dell’ANVUR che è il “metro” per la progressione di carriera in ambito universitario italiano (sostanzialmente “il solo metro”, almeno in ambiente non umanistico)

3.     Gli autori pubblicano su queste riviste perché sono le uniche che gli permettono di avere punteggi elevati

4.     …e il ciclo si autoalimenta

 

I diritti

I diritti degli uomini devono essere di tutti gli uomini, proprio di tutti, sennò chiamateli privilegi

Gino Strada , camera ardente, 22 agosto 2021

 

La favola

Quella che ho visto in molti Paesi non c’entra niente con la favola che ho sentito raccontare da giornali e televisioni: la guerra che ristabilisce diritti umani, la guerra che porta la pace, la guerra che libera le donne. Non ci sono, non esistono. Non c’è guerra umanitaria, non può esserci uccisione degli uomini in nome dell’uomo.

Gino Strada, Micromega, Kabul, 16 febbraio 2003

 

Qual è il peso della morte

Ho notato enormi differenze, a livello mediatico, nel commentare sia su carta stampata che in tv, le tristi notizie delle morti di Raffaella Carrà e di Gino Strada.

Il personaggio divenuto famoso, per sua indiscutibile bravura e talento e in più con l’aiuto delle luci della ribalta, ha avuto spazio molto più ampio di colui che si è prodigato lavorando nelle zone più difficili del mondo, curando i feriti di tutte le guerre, prendendosi cura degli ultimi e dei disperati.

Stefano Mazzanti, La Repubblica, 15/08/2021

Francamente mi ha lasciato di stucco l’afflato collettivo per la scomparsa della soubrette (userei il termine “artista”, per qualcosa di un po’ più alto del “tuca tuca”…). Analogamente mi ha amareggiato la scarsa risonanza della morte di Gino Strada, che, senza fare improbabili confronti, ha dato vero lustro con la sua Emergency alla nostra povera Italia. Forse, a contrario del “tuca tuca”, diceva e soprattutto faceva cose che davano fastidio a molti.

 

Sulla meritocrazia

…il ruolo decisivo che hanno nell’ascesa sociale la fortuna, intendendo anche la famiglia in cui si è nati e gli stimoli formativi che questa ti ha dato, ma anche le coincidenze come nel film Sliding doors , insomma il fatto di trovarsi nel posto giusto al momento giusto. Dare l’impressione di non rendersi conto di questo, e considerarsi arrivati al vertice solo per la propria bravura mentre chi non ce l’ha fatta deve accusare solo se stesso, alimenta una rabbia e un risentimento pericolosissimi

Gianrico Carofiglio, scrittore, ex magistrato

…Bisogna rendersi conto che ci si trova in una certa posizione perché sì è, certo, lavorato duro e coltivato il talento almeno in molti casi, ma soprattutto per una serie di circostanze favorevoli che non tutti hanno avuto la fortuna di avere

Michael J. Sandel, filosofo della politica di Harvard

 

Sul 25 aprile

Nell’onorare la memoria di chi lottò per la libertà dobbiamo anche ricordarci che non fummo tutti, noi italiani, brava gente. Non scegliere è immorale, per usare le parole di Artom. Il dovere della memoria riguarda tutti. Nessuno escluso. Assistiamo oggi, spesso sgomenti, ai segni evidenti di una progressiva perdita della memoria collettiva dei fatti della Resistenza sui valori della quale si fondono la Repubblica e la nostra Costituzione. E a troppi revisionismi riduttivi e fuorvianti.

Mario Draghi – visita al museo della Liberazione, La Repubblica, 26/4/2021

 

 

Sui leghisti al Governo

Salvini [..] continua a tener vivi i propri interessi politici e, pur avendo accettato di partecipare al governo Draghi, si muove in Europa con la massima indipendenza soprattutto nei confronti della politica europea dell’esecutivo di cui fa parte.

Questa situazione non può essere accettata, tanto più che facciamo parte di un’Europa con organi di notevole peso e con un Parlamento dove le forze politiche delle varie nazioni sono libere di assumere atteggiamenti propri e conformi ad una confederazione.

Eugenio Scalfari, La Repubblica, 11/04/2021

 

Sul condono delle cartelle fiscali

…alcuni di questi provvedimenti, senza distinguere tra soggetti colpiti dalla crisi e chi invece non ne ha subito ripercussioni, mettono a rischio la futura capacità di riscossione dei crediti da parte dello Stato e contribuiscono a favorire l’evasione fiscale… [generano nei cittadini] disorientamento e amarezza per coloro che tempestivamente adempiono e ulteriore spinta a sottrarsi al pagamento spontaneo per molti altri.

Corte dei Conti, Business Insider, 11/04/2021

 

 

Sulla richiesta di donne capigruppo a Camera e Senato

Non capisco come si possa dire che servono due donne capigruppo. La Thatcher è diventata tale perché era la più brava di tutti. E lo stesso Nilde Iotti, Emma Bonino, Hillary Clinton.

Credo che Elsa Morante e Marguerite Yourcenar si sarebbero sentite offese di fronte a un discorso di quote

Gianpiero Mughini, La Repubblica, 11/04/2021

 

 

Sui sindacati

Chi c’è dietro quell’inerzia che paralizza il nostro paese

Scrivevo ieri che i lavoratori no vax che operano a contatto con il pubblico non possono essere sanzionati (o semplicemente trasferiti in uffici dove non siano un pericolo per gli altri) perché ogni mutamento del loro status si trasformerebbe in una vertenza sindacale. I datori di lavoro non possono far niente, paralizzati dalla minaccia, almeno fino a che non interverrà una legge a regolare la materia. A nominare il sindacato si commette delitto di lesa maestà: ho ricevuto lettere che accusano di "fare così il gioco dei padroni", litania che si riferisce al tempo in cui le battaglie sindacali erano lotte a tutela dei più fragili. Oggi il sindacato è una "forza di conservazione" che vive della rendita di posizione fornita dal suo antico prestigio. Lo scrive Sabino Cassese, giudice emerito della Corte costituzionale, in un articolo intitolato "L’inerzia che paralizza il Paese". Indica i sindacati fra i "titolari di poteri di interdizione" attraverso "un atteggiamento rivendicazionistico". "Rifuggono da compiti generali, sono interessati in sostanza, a co-gestire". Agiscono sul potere di ricatto, ha detto testualmente l’ex premier Conte quando, con Lucia Azzolina, ha denunciato come minacciassero di bloccare la scuola se si fosse fatto il concorso che non volevano. Ancora Cassese: "Quelle forze che ora operano in senso conservativo hanno svolto in passato un ruolo ben diverso. Giulio Pastore e Luciano Lama erano interessati a migliorare il funzionamento dello Stato almeno quanto ad assicurare migliori condizioni di lavoro per i dipendenti pubblici".

Sarebbe tempo di aprire una discussione su chi frena e chi spinge anziché opporre casta a casta, slogan a lancio di stracci.

Concita de Gregorio, La Repubblica, 02/04/2021

 

Sui leghisti al Governo

…l’orribile vicenda dell’assunzione a Palazzo, in qualità di assistente al viceministro della Pubblica Istruzione, il leghista Sasso, di un signore denunciato dalla ministra uscente, Azzolina, per le continue aggressioni on line, piene di insulti, minacce, volgarità sessiste…Ieri il nuovo ministro, Patrizio Bianchi, come era prevedibile e inevitabile, ha provveduto ad allontanare questo signore dal ministero. Un picchiatore on line premiato dalle istituzioni non sarebbe stata scelta difendibile. Rimane incredibile, veramente incredibile, la decisione del vicesegretario Sasso di promuovere nel suo staff un tizio denunciato per stalking nei confronti della ministra uscente, e inchiodato dalle sue stesse parole. Si sono spese intere colonne di giornale per descrivere e commentare le pochezze, le improvvisazioni, il livello culturale del personale politico grillino. Di quello leghista si parla assai meno: che cosa ci fa, uno come Sasso, al ministero della Pubblica Istruzione?

Michele Serra, L’amaca – La repubblica 26/03/2021

..La strada per una vera parità di genere è ancora lunga e costellata di misure drastiche e di prezzi da pagare. Lo stalking è sicuramente uno dei più odiosi. Una strada che resterà impervia finché esisteranno sottosegretari di Stato come il leghista Rossano Sasso che, nonostante abbia la delega per combattere il bullismo, non si è fatto scrupolo di assumere al ministero dell’Istruzione uno stalker come Vespa. Anzi, lo ha difeso fino all’ultimo, arrivando addirittura a definirlo «un simbolo dei diritti dei lavoratori più deboli». La decisione del ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi di revocare l’incarico al docente era un atto dovuto inevitabile. Ma forse sarebbe opportuna anche qualche riflessione sul sottosegretario e le sue deleghe.

Lavinia Rivara, La Repubblica 26/03/2021

Continuo a ripetere: ma cosa ci fanno (gran parte de)i leghisti in questo Governo, senza una seria abiura delle loro posizioni?

 

Noi, cittadini che paghiamo le tasse

Faccio parte di quella quota di italiani che "stupidamente" pagano le tasse. Ora viene proposta la sanatoria fiscale per le cartelle non riscosse dal 2000 al 2015 dove dentro ci deve essere di tutto e di più. Può darsi che qualcuno di questi soggetti si sia effettivamente trovato in difficoltà, ma che in tutti questi anni non sia stato in grado di adempiere a un "dovere civile e morale" mi sembra alquanto improbabile.

Concludo: se uno non paga il bollo invece di tirarla tanto per le lunghe sequestrategli l’auto, probabilmente i soldi salteranno fuori poiché per gli italiani le auto sono "piezz e’core".

Infine ricordo a tutti coloro che non hanno emesso scontrini, fatto fatture o assunto dipendenti in regola che i soldi per i ristori arrivano da quelli che hanno sempre pagato le tasse.

Marco Cinelli, Lettere a La Repubblica 19/03/2021

…potrei (vorrei) averla scritta io

 

Sul condono fiscale

Un nuovo condono fiscale, in ogni forma, sarebbe inaccettabile, uno schiaffo a tutti coloro che pagano regolarmente le tasse.

Maurizio Landini, La Repubblica 7/3/2021

A volte non concordo con Landini, ma qui lo condivido al cento per cento

 

Sulla parità di genere

I nomi al femminile non risolvono. Inutile creare divisioni, il talento si giudica sul campo

Beatrice Venezi, Corriere della sera 7/3/21

Ricordo che Beatrice Venezi è Direttore d’orchestra e che non vuole essere chiamata Direttrice. Concordo, direttrice sa di scuola, non certo di colei che dirige un’orchestra. In generale l’uso del neutro, ben chiaro per chi conosce un po’ l’italiano, mi sembra molto più appropriato quando la lingua parlata lo indica. L’esempio che più mi fa ridere è “Rettrice” (e a suo tempo ho votato per una “Rettrice” a scapito di un “Rettore”, perché in quel momento la giudicavo migliore del suo rivale maschio). Ci vuole ben altro che storpiature o imposizioni linguistiche per affermare la parità di genere.

 

Sulla nomina dei sottosegretari del Governo Draghi

Il desolante risultato – con alcune eccezioni – è la fotografia dello stato del Paese. Della classe politica, certo. Ma la classe politica è, per la maggior parte, eletta. Votata dagli italiani. Uno per uno, i sottosegretari oggi bersaglio di indignazione sgomento o ilarità sono stati scelti da elettori che si sono sentiti rappresentati da loro. Amici di Putin, no vax, avvocati del Cavaliere, complottisti del G5, paladini della crociata e dei ‘forni’ contro i ‘bastardi immigrati’. Sono lo specchio della cultura popolare. Potrebbe essere dunque questo, il nodo. La cultura popolare, sovrana indiscussa. Per il futuro: si può investire per arricchirla di scienza e conoscenza, o continuare a inseguirla fra i lazzi. Una decisione complessa, è vero: una scelta politica.

Concita de Gregorio, La Repubblica 26/2/2021

 

Sul rispetto dei diritti

Un figlio con l’embrione fecondato dall’ex marito anche se lui non vuole. Il giudice dice «Tra il non nascere e il nascere in una famiglia di genitori separati, deve ritenersi prevalente la seconda opzione» …sono «prevalenti il diritto dell’embrione a nascere; e la tutela delle esigenze della procreazione, rispetto al diritto del genitore »…questa decisione, accolta con estrema cautela anche da due presidenti emeriti della Consulta come Francesco Paolo Casavola e Giuseppe Tesauro, «è destinata a far discutere per i molteplici profili giuridici ed etico-sociali e per il potenziale impatto sulle tante coppie che si separano e hanno embrioni crioconservati».

La Repubblica 26/02/2021

Francamente sono agli antipodi di questa sentenza: la madre non è mica incinta… è vero che la legge consente di revocare il consenso fino alla fecondazione, ma comunque a mio giudizio, visto l’evolvere degli eventi e la avvenuta separazione della coppia, la sentenza mi appare di una violenza inaccettabile nei confronti del genitore che si è riscostruito una vita diversa e ora diventa padre contro il suo volere. Qui non si tratta di tutelare una madre in attesa di un figlio, mi pare proprio ci sia l’esplicita volontà di ignorare il volere del padre per garantire il desiderio di maternità della madre. L’embrione non mi pare abbia voce in capitolo e considerarlo un figlio “in fieri” perché già fecondato, come se la madre fosse già incinta, lo trovo personalmente aberrante, proprio da un punto di vista etico. Non so se il padre amerà questo figlio (se mai l’impianto andrà a buon fine), certamente avrà l’obbligo genitoriale di mantenerlo e accudire a lui. Sono sconcertato: il volere della madre vale più di quello del padre, una dissimmetria inaccettabile, in ogni direzione. E mi sembra anche una forma di inusitato egoismo da parte della madre che pensa alla maternità e non alla situazione in cui nascerà il figlio. Certamente, se fosse già incinta nessuno potrebbe mai obbligarla ad esempio ad abortire, ma qui “non è” incinta, decide di diventarlo contro il volere del padre…

 

 

Sui “diversi”

Vorrei rimarcare quanto un dicastero appositamente dedicato alla disabilità sia ghettizzante e umiliante. Noi non siamo persone “speciali”, non abbiamo bisogno di chissà quali leggi rivoluzionarie, piuttosto basterebbe rendere più operative quelle già in vigore, attraverso una corretta applicazione. Basterebbe che se ne facesse carico il ministero delle Pari Opportunità, in coordinamento con gli altri dicasteri, magari attraverso un team di esperti capaci di individuare e risolvere i vari problemi, con soluzioni mirate ed eque. Non vogliamo sentirci cittadini diversi o privilegiati ma integrati nella società, attraverso una giusta inclusione.

Maria Pia Amico, Lettere di Corrado Augias, Repubblica, 17/02/2020

Se poi diamo il dicastero a un ministro leghista, quindi appartenente a un partito noto per la sua “attenzione” alle problematiche di inclusione sociale, c’è una evidente stonatura: speriamo solo che il neo ministro Erika Stefani, che si è distinta per la sua battaglia contro lo “ius soli”, cioè contro una norma a favore di persone fragili, smentisca sé stessa e il suo partito.

 

Sui leghisti al Governo

Salvini sull’euro afferma “Di irreversibile c’è solo la morte” (Intervista televisiva del 15/2/2021). Draghi ribatte “Sostenere questo governo significa condividere l’irreversibilità della scelta dell’euro, significa condividere la prospettiva di un’Unione Europea sempre più integrata che approderà a un bilancio pubblico comune capace di sostenere i Paesi nei periodi di recessione. Gli Stati nazionali rimangono il riferimento dei nostri cittadini, ma nelle aree definite dalla loro debolezza cedono sovranità nazionale per acquistare sovranità condivisa” (Presentazione Governo al Senato 17/02/2021).

E’ evidente che non si può essere contemporaneamente al governo e all’opposizione: si cade nel ridicolo.

 

Sulla parità di genere

Non credo sia la parità di numero a favorire le donne, ma la loro eccellenza quando c’è: e scusate l’affronto, ma non basta essere donna per essere meglio 

Natalia Aspesi, La Repubblica, 15/02/2021

Morale: evitiamo leggi specifiche tipo “quote rosa” e insistiamo sulle competenze e su un adeguato “welfare”.

 

Sui leghisti al Governo

Le conversioni sulla via di Damasco di questi giorni denotano una situazione di politici senza dignità

Elsa Fornero, Intervista La7, 08/02/2021

Personalmente ritengo che se un partito vuole (legittimamente) che le sue “conversioni” repentine e a 180 gradi su temi cruciali come immigrazione, progressività tassazione, cessione di sovranità alla Unione Europea, accettazione incondizionata dell’Euro, eccetera siano minimante “credibili” e viste come “sincere” e non meramente strumentali, dovrebbe senza ombra di dubbio cambiare il leader che ne è diventato il portabandiera e megafono per anni; inoltri i più forti sostenitori di queste teorie dovrebbero essere zittiti e pubblicamente sbugiardati; ogni riferimento nell’ordine alla Lega, a Salvini, Borghi e Bagnai è voluto. Altrimenti, come dice correttamente Elsa Fornero, a mio giudizio si ha a che fare con “politici senza dignità”.

 

Sui leghisti al Governo

È probabile che la destra rientri nel governo, facendo credere di essere "responsabile" e lavorare "per il bene del Paese". Non mi fido e nessuno mi convincerà del contrario. Anzi, penso che non ci sia proprio da fidarsi di certe persone, visto chi sono, cosa dicono e cosa hanno fatto. 

Attilio Albergati, Le lettere di Corrado Augias, La Repubblica, 07/02/2021

 

Ho provato un forte sentimento di rabbia. Ho avuto la sensazione che buttino di nuovo a mare i sacrifici degli italiani. Sono dei piccoli uomini che hanno un orizzonte limitato. E forse anche una preparazione e un’intelligenza limitata. Non ci arrivano.

Elsa Fornero, Intervista La7, 02/02/2021